Ammiro i Forti che, baciati in fronte

Da bocca sovrumana,

Anelanti a più fulgido orizzonte,

A un'altezza sovrana,

I sorrisi del genio, i lampi, i canti

Ebbero e le follìe,

E sepper tutti i voli e tutti i pianti

E tutte le armonie;

E lanciaron dal culmine a l'intento

Mondo sacre parole;

E moriron fra un sogno ed un concento

Circonfusi di sole.

Amo i Ribelli che, morsi nel cuore

Da un'angoscia suprema,

Avvinti da un divin laccio d'amore

A chi piange, a chi trema,

Ai maledetti che Gesù redense

E i fratelli han tradito,

Per terra e mare fra le turbe immense

Nova legge han bandito;

E disser l'inno delle età venture,

Sublimi nel delirio

De l'ideale; e, ceppi o corda o scure,

Sorrisero al martirio....

... Ma piango il sangue del mio cor sui Grandi

De la tenèbra.—Sono

Gli Affamati, gli Oppressi, i Venerandi,

Che tregua nè perdono

Ebber da la natura empia e nemica,

E pur non hanno odiato:

Che per altri fiorir vider la spica,

E non hanno rubato:

Che bevver fiele e lacrime, vilmente

Frustati in pieno viso

Da l'ingiustizia cieca e prepotente,

E pur non hanno ucciso:

Che passaron fra i geli e le tempeste,

In basso, ne l'oblìo,

Senza sol, senza pane, senza veste,

Ed han creduto in Dio:

Che uno strato di paglia per dormire

Infetto e miserando

Ebbero, e un ospedale ove morire,

E sono morti amando.—

[pg!311]

[LA FIUMANA]

.... E sale, e sale.—Con sinistro rombo

S'accavalla nel buio onda sovr'onda:

Qual torrente d'inchiostro urge a la sponda,

E trema l'aria, pavida, al rimbombo.

È la fiumana dei pezzenti.—E sale,—

Son cenci e piaghe, son facce scarnate,

Braccia senza lavor, bocche affamate,

Cuori gonfi d'angoscia.—E sale, e sale,

E con sè porta un greve tanfo umano,

Il tanfo dei tuguri umidi, infetti;

E un grido erompe dai dolenti petti:

«Dateci il nostro pane quotidiano.»—

Ma ognuno a la gran voce è sordo e cieco.—

L'immota calma che precede i lampi

Del tonante uragan pesa su i campi,

E il fiume ingrossa, il fiume avanza, bieco:

I granitici, immensi argini atterra,

Lordo di sangue, livido di pianto:

Domani, in nome d'un diritto santo,

Mugghiando allagherà tutta la terra....

.... Ah!... l'ora è sacra.—Una virtù d'amore

Infinita, immortal come il Creato,

O forti, può guarir quel disperato

Cumulo di miserie e di dolore:

Basterebbe che incontro a le diserte

Anime singhiozzanti i vincitori

Movessero fra siepi alte di fiori,

Benedicendo con le braccia aperte.

Fine

Nota

[1]Brugna. Nome popolare di quella stanza de l'Ospedale Maggiore di Milano, ove si pongono i cadaveri prima dell'autopsia o del funerale.

Nota dei trascrittori

I seguenti refusi sono stati corretti (tra parentesi il testo originale):

[pg 11]_ Per l'âtre [atre] forre e le crollanti vòlte

[pg 11]_ È [E] l'inferno che s'apre su quelle teste umane

[pg 11]_ È [E] il lor corpo a la vita con delirio d'istinto

[pg 153]_ Ai piè de la motrice che ruggìa [ruggia]

[pg 165]_ È [E] troppo breve pel nostro gioir

[pg 225]_ È [E] la miseria mia

*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK TEMPESTE ***