[pg!152] Turri non era venuto a conversazione, quella sera, e nemmeno l'arciprete; e appunto perchè non aveva avuto gli amici con cui si intratteneva volentieri egli, alle chiacchiere delle informatrici, aveva preferito ascoltare ciò che gli dicevano le stelle.

— Domattina lo domanderò a Adriana — soggiunse —; se era presente e se ci avrà badato.

Anche Adriana infatti non dimostrava mai d'interessarsi ai pettegolezzi del paese, e, quando poteva, scampava dai fastidiosi argomenti di leghe, di soprusi municipali, di studiate rappresaglie, e battaglie minacciate, e sperate vittorie.

Raimondo si mise dunque a leggere il libro che gli giovava più del bromuro. Finchè l'occhio gli scorse su le righe senza più afferrarne il senso.

— Mio fratello — pensava — non è uno stupido; tutt'altro! Ma è vittima di una ambizione meschina. Vorrebbe prevalere a Castelronco. Che gloria!

A dir vero Alfonso Graldi non viveva solo nel paese e del paese. Arricchiva sempre più usando ingegno, energia e volontà in imprese agricole e industriali; estendendo l'opera sua in tutta la regione; acquistandosi stima invidiabile [pg!153] pur in città, dove si trasferiva l'inverno. Ma nel luogo nativo quasi per necessità doveva sorreggere i conservatori, e prepararli alla riscossa. — Bel gusto! — mormorava, malcontento, Raimondo. — Bel gusto consumar gioventù, forze, ingegno in simili lotte, per simili conquiste! Al solito: dispetti, ire, arrabbiature. E inganni da opporre, e insidie da evitare.... Ah ecco!

Aveva trovato: credè aver trovato ciò che avevan detto quelle pettegole Raffi. Una delle solite: la storia di un appalto favorito dal sindaco e conceduto alla lega dei birocciai, per la ghiaia; di una frode nella misura delle birocce. — E io, forse, dovrei stare attento quando passano di qua, per la strada, le birocce, e accertarne la misura, io, che non ho niente da fare? Io? Povero Alfonso! Ma, e come c'entra Turri?

Per non perdere il sonno che arrivava, Raimondo si disse: — Domani sera lo domanderò a lui. — E chiuse il libro. E lo schiarimento ultimo sembrò venirgli appena spento il lume:

— Turri avrà gridato alla frode senza prove sicure, e i socialisti se la prenderanno, al solito, con lui e con noi. Anche con me? Oh io non ci penso, povero Alfonso, a queste gran cose! Sta pur sicuro! Sirio....

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