Il presidente fece un comico atto di disperazione, e chiese:

— Aveva famiglia?

— Chi?

— L'asino?

Rispose uno:

— Aveva dei parenti, ma son tutti benestanti, e non dimanderanno sussidi; stia pur tranquillo!

E alla Camera del Lavoro il segretario esilarò i compagni, che vi riposavano e conversavano, esclamando:

[pg!175] — Poco male se a Sugnazza gli è morto l'asino. Con i quattrini che ha risparmiato a far il crumiro si comprerà un camion!

Quanto al cliente che fin dal mattino aspettava la sabbia da Sugnazza, non vedendolo arrivare e imparando il perchè, fece quel che avrebbero fatto tutti nel suo caso: andò in cerca d'un altro birocciaio che, come quello, non stesse alla tariffa della Lega. Nè il divertimento, dal ponte e dalla riva, cessò prima di sera. Verso sera venne anche una guardia municipale recando seco il nuovo regolamento d'igiene.

— Sissignore: seppellire i morti — borbottò Sugnazza. — Aspettate ancora un poco.