Frattanto, di bocca in bocca, la notizia andava per tutto il paese.

Al Caffè grande la portò un assessore, e il sindaco, che giocava l'ultima partita a biliardo prima di desinare, disse:

— L'asino deve essere seppellito dentro oggi; se no, si applica la multa a termini del nuovo regolamento d'igiene.

— Avviseremo Sugnazza — disse l'assessore.

[pg!174] — Ma lascerà di certo l'asino ad appestar l'aria e l'acqua, perchè, tanto, la multa non la pagherà mai!

— Gli si sequestra la biroccia — ribattè il sindaco. — Non varrà qualche lira?

E in canonica l'arciprete già desinava, quando il campanaro venne a raccontare che Sugnazza aveva accoppato l'asino attraversando la fiumana.

— Povera bestia! Ha finito di soffrire — l'arciprete commentò. — Speriamo che non ne capiti mai più nessun'altra sotto quelle mani!

Al pomeriggio il presidente della Congregazione entrava dal tabaccaio.

— Sa? Nel fiume, questa mattina, è crepato l'asino di Sugnazza.