Infatti, com'essi umilmente e timidamente l'ebbero informato della loro disgrazia, egli sentenziò:

— Ho capito. Son dotto in materia. — E con l'occhio della mente corse subito al profondo magazzino della sua mente; guardò al ripartimento demonografia e scórtovi argomento per una erudita lezione, soggiunse: — Son da voi. Purchè procediamo con metodo.

Credettero i monaci che a procedere con metodo prima di tutto fosse necessario condurlo dove avevano vincolato, in un lettuccio, il miserabile ossesso.

Che! A quel fiero spettacolo, il quale avrebbe intenerita una pietra, non si commosse affatto l'erudito dottore; come non udisse quelle strida, non vedesse quelle contorsioni convulse, quegli impeti di atrabile, quei ghigni osceni. E intanto egli predisponeva, severo e tacito, l'argomento della sua lezione:

— Dèmoni e spiriti in Egitto, Assiria, Caldea, Persia; in Frigia, a Colchide; in Tracia — presso [pg!192] i Greci e i Romani.... (Oh che bella lezione!) — Magia operativa e magia divinatoria — riti di espiazione — formole, erbe e pietre magiche.... (Oh che profonda lezione!) — Negromanzia; lampadomanzia; dactilomanzia; lecanomanzia.... (Oh che colossale lezione!) — Ragolomanzia; palomanzia: petchimanzia; partenomanzia; pegomanzia....

Poi, fatti sedere intorno intorno tutti i frati, il dottore incominciò:

— Narra Erodoto di Alicarnasso, dai latini erroneamente detto il padre della storia, che gli antichi Egizii....

Stupirono i frati. Non comprendevano quale fine potesse avere un tal discorso; pareva loro che più importasse la liberazione dell'infelice. Ignoravano, poveri frati, che scopo degli eruditi è di mostrarsi eruditi; nè immaginavano l'efficacia dell'erudizione quando trascende alle contingenze della realtà.

Il dottore di Koenisberga parlava da mezz'ora appena, e già i monaci, nei loro sgabelli, chinavano il capo sul petto e a occhi chiusi riposavano in un delizioso oblio della loro corporea salma e dei loro guai.

E già l'ossesso sbadigliava. Da prima furono sbadigli a bocca spalancata e lamentevoli, mentre gli occhi smarriti ricercavano la perduta [pg!193] coscienza. Indi, a poco a poco, seguiva un languore, un assopimento benefico.