Con il cavallo al passo dietro i buoi che lo Scricco conduceva, Sandro Molenda trovava sollievo in un sospetto che altra volta gli sarebbe stato gravoso.
Quei due animali così belli e forti e bene appaiati, da esposizione, li aveva comperati per meno di quanto valevano in apparenza. Qualche difetto dovevano averlo. Quale? Li considerava; li immaginava sotto il giogo, a timone del carro o dell'aratro: quale dei due gli sfigurerebbe?
Ma perchè impensierirsi se aveva agio a sperimentarli, e otto giorni di tempo al referto e alla restituzione? Perchè confondersi in quel pensiero? Lo minacciava ben altro pericolo: un pericolo tale che la mente rifuggiva dal chiarirlo e il cuore se ne angosciava quasi a una oscura rovina, a un disastro travolgente, mortale. L'energia e l'astuzia che l'avevano tirato fuori dal fango, che nelle prime furfanterie l'avevan difeso dai pericoli e dalle paure, che l'avevan sospinto, dopo, a camminare per la via diritta, lo sosterrebbero ancora. Voleva! Ma intanto non poteva concepire l'azione liberatrice se non afferrando, fermando l'idea che dal dì che aveva riveduto lo Scricco gli era balenata tremenda. [pg!21] Non c'era scampo; o non lo soccorreva, l'antico complice, e lo Scricco avrebbe presto o tardi rivelato a tutti l'antica complicità, la generosità che non riceveva compenso; lo soccorreva, e la gente chiederebbe per che vincoli egli fosse tenuto a un avanzo di galera, e qualcuno rinvangherebbe il passato e scoprirebbe il principio di quella fortuna che ingelosiva gli uguali d'un tempo e i nemici d'adesso. Nessuno scampo.... finchè il complice, che aveva scontato per lui, viveva. Diciott'anni! Pareva ieri; e una denunzia sarebbe forse ancor valida! Diciotto anni, a Portolongone, a Castelfranco; ed era tornato, quel miserabile, a guardarlo in faccia e a dirgli con gli occhi: — Son qui. O mi aiuti, o ti smacco!
Ma che varrebbe comperarne il silenzio? Dimostrando obbligazione a un galeotto non dimostrerebbe che ladro era stato anche lui?
Così Sandro Molenda — lo saprebbe tutto il mondo — aveva fatti i quattrini. Ladro! Nessuno scampo finchè lo Scricco viveva!
.... D'improvviso, al passare d'un biroccino, i buoi balzarono; e lo Scricco fece appena in tempo a scansarsi, a trattenerli.
Sandro strinse gli occhi. Nel riflettere raccoglieva sempre lo sguardo sotto le grosse ciglia. Dunque erano ombrosi? No: uno si era [pg!22] spaurito alla mossa repentina dell'altro, e l'altro, il destro, aveva dato un balzo innanzi come per assalire, di furia.
Allora Sandro rincorse con lo sguardo il biroccino che era oltrepassato; vide e disse: — Ho capito. — Avevano cercato d'ingannarlo nella compera, e per la rabbia si mordeva le labbra; sfogava il segreto sgomento con imprecazioni a mezza voce contro il venditore.
Se non che, a poco a poco, spianò il viso; gli rifulsero gli occhi e le idee torbide scomparvero quasi al seguire di una vivida speranza, o al risolversi dell'animo in un savio proposito.
E quando furono a casa il bifolco e gli altri uomini ammirarono i buoi. Sorridente, senza interloquire, lo Scricco ammirava tutto intorno, e sembrava lieto. La casa, tozza e massiccia, attestava uno stabile benessere; la cascina era gonfia di fieno e di paglia; il campo arato, tra i diritti filari, aveva le zolle nere di concime, al sole. Sotto il portichetto una delle nuore allattava un bambino paffuto; la reggitora, nell'aia, diffondeva palate di mondiglia a una moltitudine di galline e pollastri, faraone e anitre.