— Ah come disse «prego»! Preghiera di moribondo, pensai io. Gli apersi la giubba, tolsi il portafogli. E, nell'atto, il sangue mi si gelò nelle vene. Se qualcuno mi vedeva? Potevano vedermi i soldati che tornassero per portar via anche lui; o il mio compagno; o qualche altro camion di passaggio. Ladro! Sarei parso un ladro! E non era ancora morto!

— Che momento! — esclamò l'Ida.

— Mi sentivo cento occhi addosso; ma una idea mi rincorò; cavai le carte; lasciai i denari; [pg!69] rimisi il portafogli nella tasca. Non avrebbero potuto più dire che rubavo!

— Facesti bene. E le carte?

— L'angustia fu tale che non mi accorsi nemmeno che era spirato. Quando me ne accorsi, gli chiusi gli occhi, e gli tirai la coperta sul viso.

— E le carte?

— Le ho qui, con me....

Erano alcune lettere di mano femminile, in una busta; una fotografia e una ciocca di capelli biondi.

— Com'è bella! — esclamò l'Ida considerando, presso la finestra, il ritratto della giovine donna. Ma la sua ammirazione crebbe quando, sciolto il filo di seta che stringeva la ciocca, s'avvide che solo tre capelli bastavano a comporla, tanto erano lunghi! Disse: — Sono più belli dei miei.

Giulio scosse il capo e ribattè, serio: