Finchè si mosse, si alzò. Baredi credè se ne andasse. Ferdina, invece, si avvicinò a lui [pg!103] piano piano; s'accostò. Ad accertarsi che dormiva?

Egli stava per riaprir gli occhi, chiedere:

— Vai via? — Ma intuì. Sentì che si abbassava, che col suo viso gli sfiorava il viso. Un attimo. E calde e lievi le labbra di lei si strinsero e si chiusero a un bacio appena sensibile, su la guancia deturpata.

Ah! afferrarla, stringerla al cuore, baciarla nella fronte gridando con anima pura, con tutta l'anima: — Ferdina! Ferdina! — No: gli parve una contaminazione; con uno sforzo supremo si contenne. Ella si era allontanata rapida, su l'erba; ed egli, risollevando le palpebre, la scorse che si fermava e si voltava. Dubitava d'averlo destato; temeva che se ne fosse accorto. Rassicurata, scomparve dietro la casa.

E allora egli ruppe in singhiozzi.

Ma la mattina dopo partiva per la frontiera. [pg!104]

[pg!105]

[IL CHIODO.]

I.

Quasi in mezzo al viale, fuori della polvere, un chiodo arrestò lo sguardo, il passo e il pensiero del conte Mauro. Era un chiodo ancora buono, benchè un po' arrugginito e storto. Quanti l'avevano veduto? E perchè nessuno di quanti l'avevano veduto si era chinato a raccoglierlo? Trovate le risposte, del resto semplici ed ovvie, lo prese su lui, e seguitò la passeggiata verso la chiesa dei Cappuccini.