— Hai ragione — confermò il filosofo sopra pensiero —. Non basta.
Pochi giorni dopo evidentemente Gedeone era zoppo al piede destro, davanti.
— Chiama subito il veterinario.
— No — Celso disse —; lo curo io.
[pg!126] Fu allora che gli balenò l'idea, al conte Mauro, della veterinaria quale inclinazione latente.
Non ci aveva pensato mai perchè si era convinto che al giovine non piaceva la medicina. Ma adesso riflettè:
— C'è differenza. C'è più soddisfazione. Gli animali non aiutano a sbagliare la diagnosi. — E mormorava sospirando: — Purchè io non ci rimetta il cavallo!
Tutt'altro! La cura permise presto una passeggiata in campagna. Gedeone riapparve al pubblico con la gualdrappa rosea e un piede fasciato e grosso, simile a quello di un elefante.
— Oh! Gedeone ha la gotta! Gedeone ha la pantofola!
Il successo sperato da Celso non fallì.