— Cos'hai di licenza?
— Otto giorni.
— Va bene. Mi aiuterai a potare.
La madre, abbandonata la polenta al fuoco, spalancò le braccia.
— Quanto aspettare, figliol mio!
— Ehi, mamma!, non voglio pianti — ammonì [pg!9] il soldato entrando. — Pugni al cielo non se ne danno: dunque.... E Giorgio?
— L'ho messo a letto; stanco; addormentato. Non sta mai fermo in tutto il giorno!
Il soldato si levò il rotolo del mantello, che aveva a tracolla, e lo depose sul cassone; appiccò la bisaccia a un chiodo; tolse di mano al fratello il lanternino, e dicendo: — Vuotate la polenta, che son morto di fame — salì, per la scala di legno, al piano di sopra. Ridiscese tosto.
— Dorme. È bello. Son contento.
Gli lucevano gli occhi, ma il fratello e la madre finsero di non accorgersene.