— Vengo dalla strada maestra...., dove ho visto Guido, molto afflitto....

— Bravo, Sivori! Venite pure a difendere il vostro amicone, che presto presto mi farà scappar la pazienza.

— Per far scappare la pazienza a voi bisogna aver commesso un delitto. Che delitto ha commesso Guido?

— Abusa della mia debolezza. Dite la verità, non sono troppo debole a permettere che tutti sappiano di questi amori, fuorchè Claudio? Voi, che mi conoscete, non vi meravigliate che io permetta dei sotterfugi?

— Guido ha buone intenzioni. D'altra parte, conoscendo Claudio....

— Sì: guai a parlargliene adesso, a Claudio, di maritar le figliole! Ma avrebbe poi tutti i torti se si opponesse all'assiduità di Guido? Guido non ha ancora la laurea, e, dopo, credete che suo padre sarà disposto ad aiutarlo? Insomma, quel benedetto ragazzone dovrebbe essere più guardingo, più serio. E già che siamo in questo discorso, vi dirò che c'è un altro, qua, più serio, più prudente di lui....

Mi corse tutto il sangue al viso. Se Eugenia non avesse avuti gli occhi abbassati sul lavoro, m'avrebbe letto in faccia l'enorme segreto.

— È Roveni — io mi sforzai a dire con voce ferma.

— Ve n'ha parlato Ortensia? — Eugenia chiese con ansia.

— Ortensia non crede a quel che si dice: ecco tutto.