Tanto la signora fu sollevata dalla mia risposta quanto in me pesava il presentimento del mio inevitabile sacrificio.
Ella proseguì: — Roveni sta ai patti. Non ve n'ho mai parlato appunto perchè ho voluto che vi facciate un concetto sicuro di lui e della sua condotta. Francamente: ve ne siete accorto voi stesso che egli ha simpatia per Ortensia?
— No: forse non me ne sarei accorto se non me n'avesse avvertito il cavaliere. — E aggiunsi, per alleviarmi l'angoscia con una digressione:
— Il cavaliere è il trombettiere delle pettegole.
— Povero Fulgosi! Ma con le Melvi voi siete troppo severo. Chiacchierano, han la lingua un po' lunga.... In fondo, però, non sono cattive. Io non dimenticherò mai le premure che ebbero per me quando ero ammalata....
— Anna è una civetta! — esclamai io. — Mi duole che per amor di pace non possiate allontanarla da casa vostra.
Eugenia tacque un po' e disse:
— Dovrebbe bastarmi la vostra opinione per allontanarla subito. Ma ho fiducia che le mie figliole non abbiano intenzione d'imitarla.
— Questo è giusto.... — E ripresi:
— Dunque Roveni?