— Per caffè-chantant è adatta — io mormorai.

— E sa che nome mi ha messo a me, per canzonarmi? «La Regina Ortensia di Valdigorgo.» Crede di farmi dispetto! Eh! perchè faccio spesso a mio modo e dico: piace a me e basta; e comando a tutti, anche a Sivori, il nome non mi sta male!

— Anche a Roveni comandi?

— Sì che anche Roveni mi ubbidirebbe! Ma non comando mai nulla, a lui.

Io ripresi, senza più sorridere, con risoluzione che sembrò improvvisa:

— Anna lasciala cantare. Quanto a me, presto la libererò del mio fastidio. Tra pochi giorni me ne vado....

A questa notizia Ortensia mi guardò incredula; balzò in piedi; venne a me, che le sedevo, di fronte, su la poltrona alla parete opposta, e severa, con un atto imperioso della mano:

— Non voglio!

— Ma io non ti riconosco per la Regina di Valdigorgo!

Con voce mutata, meno forte, seria, ella ricordò: