E mi rivedo, prima, nella sala del Municipio, rigurgitante di pubblico; con il popolo in fondo; con le file delle signore in cospetto all'oratore e, dietro, in poltrone, le autorità del Comune e del Circolo che s'inaugurava. L'oratore parlava su di un palco, davanti a un tavolino; e il discorso procedeva alla volta della pace universale, tediosamente inzeppato di frasi a doppio senso, per congiungere il tema della caccia alla politica. «Sappia l'Italia che il punto di mira dei Valdigorghesi è il bene della patria»....; e così via: col paretaio della difesa nazionale; con le poules e il bersaglio del patriottismo....
Durante il fastidio dell'enfatico sproloquio, Ortensia cercava con insistenza il mio sguardo. Mi sorrideva, e quel lieve sorriso senza circospezione, senza sospetto, nell'innocente abbandono di un bene che nulla più può contenere, mi angustiava di consolazione e di pena. Ritraevo gli occhi da lei provando l'impressione che quello sguardo mi rinnovasse l'anima; e pur conservando nella vista mentale l'amorosa immagine, non resistevo alla tentazione di tornar a guardarla e tremavo all'istantaneo riscontro dei nostri occhi. Là fra le altre essa era sovrana non solo per la bellezza, ma perchè il suo aspetto aveva perduto ai miei occhi ogni apparenza d'adolescente ignara, e io la vedevo in tutto lo splendore della giovine innamorata e orgogliosa dell'amore che le fioriva in petto. Ora temevo che gli altri ci sorprendessero; ora, in un impeto di insania, avrei voluto che tutti scorgessero come essa mi amava.
Sola cosa buona che facesse il cavaliere era quella che con la sua personcina elevata sul palco impediva a Roveni di scorger Ortensia.
E rivedo Roveni che, impassibile, seduto acconto a Moser, s'estendeva i folti e arditi baffi, o incrociava le braccia puntando lo sguardo al soffitto. Anna Melvi sorrideva all'oratore; avventava occhiate a me; guatava Ortensia.
Eppoi, dopo lung'ora, la catastrofe. A vendetta di Learchi e degli altri capoccia clericali, ch'eran rimasti assenti, il cavaliere improvvisava un inno al lavoro, e col «sacrosanto grido di: pane e lavoro!» gettava l'offa ai socialisti. Più di una volta i suoi pugni eloquenti non avevan per poco rovesciato il tavolino; ma quando egli volle mitigare l'audacia di quel suo favore al socialismo e mandò un poderoso grido di «Viva l'Italia!», allora.... Un crac formidabile; un rovescio fragoroso e simultaneo del tavolino, dell'oratore, della bottiglia e del bicchiere che eran sul tavolino. Un'asse del palco s'era rotta e il palco s'era sfasciato.... Immaginare il trambusto, il tumulto!
Della folla tutti si alzarono in piedi, addosso gli uni agli altri per vedere; molti, troppi, accorrevano per soccorrere. La signora Fulgosi svenne; le Melvi ridevano sgangheratamente; io e Moser rialzammo il caduto, che ci raccomandava di raccogliere le cartelle del discorso, mentre il dottor Minguzzi gli appiccicava un pezzo di taffetà in una guancia sanguinosa.... Quand'ecco a quello scompiglio successe un clamore più grande. Lo provocò una voce che gridava:
— Sono stati i clericali!... Tradimento dei clericali! — E alcuni clericali o lor difensori, i quali si trovavan là in fondo, protestarono con violenza.
Si videro braccia in aria; pugni piombar su teste; confondersi gente in mischia....
Queste, furon queste le conseguenze del nobile intento della pacificazione universale!...
Ebbene, in quel disordine, io rivolsi gli occhi più d'una volta a Roveni e lo vidi sempre là, in piedi ma al posto di prima, immobile a guardare freddamente lo spettacolo inaspettato; superiore a tutti nella gazzarra. Era come lo spettatore di una farsa: di una farsa però che non riesce a farlo ridere e di cui attende tranquillo la fine, quale che sia. Anzi egli s'imponeva tanto alla mia attenzione e m'aveva confermato in tale opinione della sua energia, che l'avrei paragonato la un valoroso il quale assistesse a un conflitto non degno del suo intervento. A chi mai, vedendolo in quell'attitudine, sarebbe venuto il dubbio che quell'uomo fosse un vile? O chi avrebbe dubitato che, se invece di comico il caso fosse stato tragico davvero, egli non si sarebbe comportato diversamente?