— Io non me ne intendo di queste cose.
E vedendo che io approvavo e sembravo incitarla aggiunse:
— Se non capisci tu, ho da capir io?
— Brava! — fece Roveni, non poggiando troppo sulla lode e andandosene.
— Andiamo! Andiamo. È ora! Al campo di tiro, signore e signori! Al Poligono, per la gara! — ripeteva il segretario a destra e a sinistra.
Esclamò Anna:
— Dottor Minguzzi, noi sappiamo dove andiamo a finire: al Poligono!; e senza equivoci, noi!
L'altro tergiversava, ma Anna se lo prese a braccetto e s'avviò, dopo avermi avvolto in una occhiata di sprezzo.
Roveni intanto mi attendeva a capo della scala. Lasciò che le Moser ci precedessero, per dirmi:
— Sono stato ferito da due parti in una volta; dalla frecciata della Melvi e dalla risposta che lei ha data alla Melvi. Ma dica: per lei, io sono soltanto in una posizione equivoca, o è equivoca la mia condotta?