— Sai, Marcella? Sivori non parte più per ora.
— Come? — feci io nel tono di chi respinge un brutto scherzo.
— Si è sfogato. È stato feroce. Non saran più i pettegolezzi di Anna che lo faran partire così d'improvviso. Ad Anna nessuno bada più; neanche Roveni.
— Ma io non parto per questo!
— Perchè dunque? — fece Marcella senza malizia.
— Perchè lunedì debbo essere a Milano.
Ortensia ritardava il passo sì da lasciar avanzar un po' la sorella, e velata di subitanea tristezza, mormorò:
— Non credevo....; non credevo....
Le chiesi a voce alta:
— Che cosa non credevi?