Richiamandomi così direttamente a quanto egli mi aveva detto dopo il mio dibattito con Anna, l'ingegnere s'imponeva di nuovo, più leale di me, al mio giudizio e alla mia stima. Per il peso della simulazione che io avrei voluto gettarmi d'addosso, e non potevo, tentai interrompere il discorso.

— Le ripeto che lei non mi deve alcuna spiegazione.

— Anzi! — ribattè egli. — Io ho proprio il dovere di spiegarmi con lei. Lei è il più fidato amico della famiglia Moser ed è bene che veda chiaro nel mio modo di procedere. È strano che un giovane della mia età, non un bambino come Pieruccio Fulgosi, pensi sul serio a una ragazza e si contenti di guardarla senza dirle nulla. Sembra un mistero.

— Ma io so che Eugenia volle promessa da lei di tacere ad Ortensia, per adesso....

— Ah! sa? Benissimo! Ho avuto riguardo alla signora Eugenia, che è tanto apprensiva; e ho mantenuta la promessa, da uomo leale. Ma questa lettera, questa proposta d'impiego mi scuserebbe abbastanza se uscissi da ogni riserbo. Diavolo! Posso provare che un impiego non mi mancherà, e con tutto il rispetto alla signora Eugenia, potrei cominciare a corteggiare Ortensia, che non è più una bambina.... Invece, no: lei ha visto; lei vede come mi comporto. Perchè? Appunto perchè non mi piace di stare in una posizione falsa; perchè io debbo riguardi anche a Moser e non voglio si dica che, mentre mi dispongo ad abbandonarlo, gli innamoro la figliola senza avere la certezza assoluta di sposarla. La certezza assoluta! L'impiego che mi propongono non l'accetto: è vantaggioso; molto vantaggioso; ma non mi soddisfa del tutto. Eppoi: non voglio, non debbo abbandonare Moser finchè non si sia provvisto di un altro direttore, o non abbia costituita la società.

Costui era un uomo! Io?... Mi sentivo umiliato, avvilito; ebbi di nuovo una smania impetuosa di riscuotermi, di svelarmi, di non restare inferiore a lui.

— La sua condotta, ingegnere, non merita che lodi. Suo solo errore è d'aver preso per sè un rimprovero che non era nelle mie intenzioni; che lei forse potrebbe riferire a me stesso.

Egli mi fissò come non era solito e come chi dubita d'aver frainteso.

Quindi disse (e io non badai che le sue parole non s'accordavano del tutto all'espressione da me attribuita alla sua occhiata):

— Lei pensa che io abbia dato retta alle chiacchiere di Anna? — E scrollò le spalle.