— Sta tranquillo! — feci io —; non medito; non mi annoio: mi riposo. L'aria di Valdigorgo basterà per guarire un po' di stanchezza....
— Sicuro che dovrebbe bastare!...; ma intanto il tuo muso da Spinoza offende Valdigorgo, offende questo paradiso terrestre, offende me!
Mino chiese: — Babbo, chi è Spinoza?
Claudio lo conosceva solo di nome; tuttavia rispose pronto e feroce:
— È un bravomo senza giudizio come Sivori! Se diventassi uno Spinoza anche tu, ti strozzerei! E voi, — aggiunse rivolto alle figlie — perchè dimenticate la consegna di non lasciare a Sivori un minuto di quiete? Tormentatelo, talpe!; fategli tutte le birichinate che vi verranno in mente!...
Marcella si scusò dicendo che temevano disturbarmi. Più ardita, Ortensia mi fissò un istante e promise che lei e Mino mi avrebbero scovato da per tutto e me ne avrebbero fatte delle belle.
II.
La mattina dopo mi incamminavo al di là del cancello per la via montana a cercar un nuovo e più sicuro nascondiglio. Ma troppo tardi! Ortensia mi raggiunse di corsa.
— Andiamo a salutare Giovannin?
Andammo là, presso il muricciolo di fronte alla villa, dove ogni mattina Giovannino il cieco veniva, con lo sgabelletto sotto il braccio, l'organetto in una mano e il bastone nell'altra. Ivi, accanto al muro, sedeva ad aspettare l'elemosina mentre riprendeva dallo sfiatato strumento l'«addio, mia bella, addio!»; e intanto borbottava e sorrideva, nessuno sapeva a chi.