— Io non so nulla, non debbo saper nulla. Claudio è fatto così.... Parla di tutto in casa, fuor che degli affari. Ma la notte è spesso desto....; sospira. Temo mi nasconda qualche cosa di brutto.
M'affrettai a dirle del disegno che Claudio aveva di comporre una società e che Roveni approvava; sebbene Claudio stentasse a ridurcisi. — Vorrebbe esser solo; far tutto da solo. Però sarà meglio limiti le sue fatiche....
— Certo che sarà meglio! Così non potrebbe continuare. Si consuma l'esistenza....
Tranquillata intorno a ciò, Eugenia mi domandò se Roveni mi aveva parlato di Ortensia.
Con acerba soddisfazione della mia coscienza, con l'acre voluttà di contrappormi all'ingegnere e di essere forte come egli non avrebbe immaginato mai, le risposi di sì: me ne aveva parlato; mi aveva manifestato chiaramente le sue intenzioni.
Egli l'amava tanto, Ortensia, che aveva giurato a sè stesso: — o Ortensia, o nessuna!
— Farà felice la vostra figliola; e sarà degno di lei.
Questo dissi!
— E di Ortensia, voi, che cosa pensate?
— Ha molta stima di Roveni; dalla stima verrà la simpatia, l'amore.