— Dilla tu, Sivori, la bugia!
Intanto Ortensia raccomandava alla sorella; e alla madre: — Spicciatevi: se no, perderete la messa! — E a me: — Andiamo?
Appena ci fummo incamminati io vidi che dalla concitazione, dall'eccitazione di pocanzi il suo animo era caduto in una depressione angosciosa. Che battaglia aveva sostenuta, in sè stessa, per esser meco l'ultima volta! Certo non affidava più alcuna speranza a quella gita, ma voleva forse che io comprendessi il male che le avevo fatto, o comprendessi quant'era grande l'amore che io avevo ostinatamente respinto. Il dì innanzi aveva resistito in un proposito di fierezza: poi la passione doveva averla persuasa ch'era per lei maggior forza confessarmi tutto. Se non che ora, a ritrovarsi sola meco, non poteva nemmeno celare il panico che le incuteva il suo fermo proposito. Procedeva a capo chino, senza trovar parola. Tornava la giovinetta inesperta, intimidita dalla stessa passione che le aveva data tanta forza. E io dopo la scena di pocanzi mi sentivo più colpevole: avevo io forse intristita quell'anima?
Finalmente disse:
— Sono stata cattiva con Fulgosi! Ora me ne dispiace....
A udir la sua voce così diversa, a vederla così rabbonita, ebbi un infrenabile moto di consolazione entro di me; le sorrisi.... L'amore ci voleva buoni entrambi, nell'ultima ora che stavamo insieme! Il sole, il cielo ci volevan buoni se non potevamo essere, per quell'ora, felici!
— Che giornata! — io dissi guardando intorno allo svoltar della viottola. Solo in un punto vapori candidi quasi impercettibili velavano il cielo: sul resto, nel chiaro azzurro, andava diffuso il sole ormai autunnale, e per i dorsi bruni dei monti e per gli spazi verdeggianti, e i molli declivi e i campi tracciati di solchi e carraie, effondeva una dolcezza che non ha la primavera. Sui tetti d'ardesia, nel paese, la luce si rifletteva come ad accenderli; prorompeva entro le finestre; vibrava intorno il campanile dalla croce scintillante in alto. Con più frequenza che in primavera giungevan pigolii dai campi, e richiami nitidi di luì e gazzarre festose di passeri. Bianche farfalle sorpassavano la siepe; vagolavano a due a due: lievi anime in rincorse d'amore. La costa boschiva dell'antico convento era immersa in un fulgore immoto, in uno splendore coerente e meraviglioso.... Io mi ricordai d'un tramonto....
Ortensia guardava anch'essa; e ripetè: — Che giornata!
Indugiava quasi ad assaporare quella dolcezza; scosse il capo come quella dolcezza le si mutasse dentro, nell'animo, in una mestizia profonda. Quindi, per dire qualche cosa, disse:
— Don Pietro si spiccia in venti minuti. Ma il priore, in parrocchia, non la finisce mai.