Con un sorriso tra i peli delle palpebre semichiuse e a fior delle labbra rase il Biondo venne alla fine, seguito dalla Pulicreta.
Ella brandiva la rócca quasi ad attestare che non vi rinuncerebbe sebbene fosse divenuta proprietaria, e stordita dall'avvenimento non sapeva se dovesse rallegrarsi della compera o affliggersi perchè era già fredda la minestra.
— Mi scuserà — disse il Biondo — se le ho fatto perdere la pazienza. Cosa vuole? Sono avvezzo a far tutto adagio!
Esclamai, allegro:
— Il tuo difetto! Se non ci avessi pensato su tanto, adesso avresti una dozzina di figliuoli. È vero, Rita? — Essa rise; ridevano ambedue.... Ma, e i quattrini?
— Zitto! — fece il Biondo. — Venga di qua con noi.
Mi condussero nella loro camera; e dopo essersi battuta entrambi la punta del naso coll'indice, tesero la mano sotto il talamo.... Misericordia! Che vista! C'eran due casse da morto; non di quelle piccole, per angioli; ma grandi, per due grosse creature com'erano proprio la Pulicreta e il Biondo! Eran due belle casse di noce: senza, dubbio i capolavori del Biondo. Ne trassero una in mezzo alla stanza.... Ivi stava il morto provvisorio.
— Zitto! — ripetè il vecchio —: che nessuno lo sappia! Ci fidiamo di lei; se no, ci ammazzano!...
— Per l'amor di Dio! — aggiunse la vecchia.
Aprendo, la cassa appariva vuota; ma il Biondo l'aveva costrutta a doppio fondo e nel fondo segreto era il morto: pacchettini di biglietti di banca, nuovi nuovi; oro, argento, e anche cedole al portatore.... Uno spettacolo tutt'altro che funebre! Basti dire che tolto quel che mi abbisognava, vi rimase abbastanza da non rendere inutile il doppio fondo della cassa.