Ero annichilito! Ad ogni costo, dovevo evitar il pericolo di quella propalazione infame! Dovevo cedere alla minaccia.

— Dopo ciò — io dissi — voi vi sarete convinti che io ho a che fare con un mascalzone furbo e pericoloso.

Ma il giornalista: — Io sono convinto che tu hai a che fare con uno che ha paura!

— Roveni — osservai sorridendo, per celare l'intima angoscia — è un formidabile tiratore a pistola.

Osservò l'ufficiale:

— Eh! credi non si possa essere tiratore formidabile e nello stesso tempo aver paura?

XIII.

«Si ricorda?» Con compiacenza patetica Anna Melvi, quel dì che andammo alle Grotte, m'aveva chiesto: — «Si ricorda di quando io e Marcella, piccoline, correvamo innanzi, mentre lei e la signora Eugenia andavano incontro a Moser, e la signora Eugenia portava in braccio Ortensia? Una Madonna! E a chi ci domandava chi era lei, noi non sapevamo che cosa rispondere....»

Io sarei stato, allora, l'amante di Eugenia!

Anna quel giorno lontano pensava: «Verrà forse l'ora che te ne farò ricordare amaramente». Così pensava per punirmi del mio disprezzo. Io la ferivo; io avevo scoperta e manifestata la sua intenzione di accalappiare Roveni. Guai se l'ingegnere le sfuggisse!