Ma ora sento d'aver fatto più male io a voi che voi a me e temo di dovervene fare ancora. Temo, temo..., e vi scongiuro Carlo: riflettete! non sono più quella di una volta. Che non dobbiate pentirvi! Ve ne scongiuro piangendo, ora che posso piangere!

Ah per voi due, Biondo e Rita, questa ragazza ha meno giudizio di quel che pareva? Per voi, quando una ragazza ha chi le discorre di buon animo e lei gli vuol bene, non ci dovrebbero più essere tante dubbiezze?

Ortensia non dovrebbe piangere, ma cantare a squarciagola, come ai vostri vent'anni, o Rita?

Ebbene; sentite, cari vecchi! Io vi assicuro che Ortensia diventerà mia moglie!

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(E Roveni?)

IX.

La mia gran fede, che aveva riscossa e commossa quell'anima, la riscaldava a poco a poco.

Diverse espressioni ricorsero nelle sue lettere che significavano in lei il prossimo, compiuto ritorno a sè stessa. Questa, per esempio:

Ho sognato che mi passavi una mano su la fronte e così mi toglievi ogni antico male, ogni brutto ricordo. La dolcezza del sogno m'è rimasta tutt'oggi nelle vene; mi è parso di sognare tutt'oggi e di vivere in uno splendore.