Non aveva più udito suo padre, sua madre; udì la mia voce; ma le labbra livide non ebbero che un tremito.
Io sentivo il polso; guardai le pupille; le posi una mano sul cuore.... Fra poco.... E tutto ciò avvertivo come per una morente estranea al mio affetto. Ma per una estranea mi sarebbe parso inutile ricorrere a qualsiasi eccitazione.
Il medico, che assisteva, scosse il capo, per dire anche lui che tutto era inutile....
— Faccia ancora un'iniezione!
Volevo. Accondiscese; ed io col ribrezzo di una profanazione ritrassi lo sguardo. La morte era più forte e vinceva: era della morte oramai la persona che avrebbe dovuto essere del mio amore.
Ma la voce, quella voce ancora una volta sarebbe mia! mie le ultime parole! mio l'ultimo sospiro!
Ecco.... Le pupille si rianimavano; le labbra livide si muovevano.
— Lasciatemi solo — dissi.
Anche Eugenia s'alzò....
Con viso senza lagrime, con espressione dura, imperiosa, sua madre venne a me e toccandomi al braccio: