— Coraggio, zio! — disse Gaspare tornando al letto. — Il medico assicura che sei fuori di pericolo.
— Allora..., son bell'e spacciato.
Infatti non parlò più che verso sera, allorchè mormorò:
— Vado.
E aggiunse:
— Buona permanenza.
Uno stoicismo sublime! Per ammirazione, per emulazione quasi, cordialmente, Gaspare avrebbe forse risposto: — Buon viaggio — se Luigi, dall'altro lato del letto, non fosse scoppiato in singhiozzi costringendo a singhiozzare anche lui.
Intanto l'anima onesta voleva andarsene, ma il corpo, con le fibre che gli avanzavano salde, la tratteneva in un supremo sforzo e in un'agonia penosa; sì che, a ogni minuto, Gaspare sperava lo strappo finale. Per fortuna i minuti furono pochi.
— Zio!... zio!
Passato che fu, Gaspare e Luigi gli chiusero gli occhi, uno per uno, e lo baciarono: prima Gaspare, poi Luigi.