Alla visione era seguito nel pensiero di Gaspare un raziocinio: forse quell'anima, non sentendosi da tempo più chiamare per mezzo del tavolino, veniva lei in cerca dello zio Giorgio; onde arguivasi che l'anima dello zio era andata da un'altra parte.
Ma continuerebbero quelle visite spaventevoli?
.... Un'insania? Sciocchezze, che la scienza positiva deride?... Insomma, fosse pazzia o no, per tutta la notte non gli era stato possibile richiuder occhio; e conveniva evitare una malattia d'insonnia, e paure, angustie.
A tempo dunque venivano i sospetti dell'ingegnere. Confermandolo nella determinazione della notte, permettevano a Gaspare d'andarsene e di ridere de' suoi terrori notturni.
Rimaneva una difficoltà. Luigi si rassegnerebbe ad abbandonar la casa ove era invecchiato e dove il padrone era morto?
Mentre Gaspare meditava, Luigi gli venne davanti con aria meditabonda.
— Signorino, questa casa non è più per noi.
Forse anche lui aveva avuta la visione paurosa? O forse il buon uomo, consapevole della tresca, ne temeva lui pure le conseguenze?
Gaspare non interrogò; rispose:
— Hai ragione. Cercheremo un appartamento ammobigliato.