A norma della legge sui lavori pubblici e dell'articolo num. 12 del Regolamento.... etc..., s'intima al signor Carlo Carli il taglio, nel suo predio denominato la Zucca, di tutti i rami di quella quercia che impediscono la viabilità della strada comunale in Ronco..., con minaccia di dar corso immediato agli atti di contravvenzione.... etc....
Parve a Carlone di ricevere un pugno su la testa. Rosso d'ira fe' portare da bere all'uomo; poi chiese:
— Oh perchè non han mai detto niente prima d'oggi?
— Cosa volete sappia io? — il cursore rispose.
E bevuto ch'ebbe ripetè la sentenza con cui, indifferentemente, si difendeva dalle lagnanze, dalle minacce e dalle proteste:
— Carta canta e villan dorme. Bisogna ubbidire!
Diceva Carlone: — Ma qui su dei carri non ne passano, e la quercia non arriva alle birocce.
— Cosa volete che vi dica io? La quercia farà ombra a qualcuno. — Poscia, con la stima d'ogni servo per chi lo paga, il cursore aggiunse: — Le leggi, caro voi, ci sono per tutti; ma in Comune non se ne ricorderebbero se un qualche furbo di tanto in tanto non ci avesse tornaconto a metterle in memoria al Sindaco e alla Giunta.
— È così! Ho capito.... Vedremo!... — brontolava il vecchio.
Il quale, appena se ne fu andato il messo, chiamò i figlioli e il cane, li mandò a provvedere in fretta un «arrostino», quantunque fosse ancora tempo di caccia vietata, ed egli recò la biada alla sua mula.