Per passare il tempo e arricchire la sua cultura l'uomo volante cominciò allora a toccare questa o quella cosa, rallegrato o stupito dalla forma di esse e dai nomi che ai suoi atti di richiesta gli diceva Polla.
— Catino.... Già.... per lavarsi; e quella, sì, la brocchetta dell'acqua.... Sedia! si chiama sedia!... Il letto, appunto, da dormire! Questo?... Comò!; da tenervi i vestiti..., chi ne avesse!
A che l'altro, con prontezza di lingua e di memoria, riepilogando:
— Catino per lavarsi; brocchetta dell'acqua; sedia; letto da dormire; comò da tenervi i vestiti chi ne avesse.
Era proprio un brav'uomo, oltre che bello; e da qualunque parte fosse giunto, per l'ingegno che aveva non poteva essere che un socialista. Pertanto, in un momento di tregua, l'ospite declinò il suo nome.
— Io ho nome Polla, e voi?
— Nome.... Polla? — Non aveva compreso.
— Mi chiamo così! — Poscia, a spiegarsi meglio, finse che uno lo chiamasse «Polla!», e finse di rispondere: «Eh?»
— Io ho nome Edon! — esclamò l'altro avendo compreso bene.
— Fortunatissimo, caro Edon, di offrirvi la mia ospitalità e i miei servigi! — Polla disse, mentre gli prendeva e gli stringeva la mano; senza prevedere che dopo questo atto l'altro correrebbe al catino a lavarsi. Certamente in quel paese non usavano salutarsi in tal modo contrario all'igiene.