— Morire per la patria, in campo di battaglia o dopo la battaglia, è sempre glorioso e dolce.
Fra gli spasimi Luigi rispondeva:
— Una delizia. Ma io non muoio!
— Speriamo — augurava l'altro. Poi seguitava: — Non credere, del resto, che la morte sia brutta come dicono i deboli. Seneca.... — e aveva tradotto la sentenza dello stoico.
E Luigi:
— Il suo Seneca può dir quel che vuole; ma io non muoio!
— Quasi quasi non te lo augurerei, di vivere — disse il signor Bicci. Poscia tentò una nuova via: — Morte, che sei tu mai? Ciro Menotti, caro Luigi, recitava il sonetto del Monti nell'andare alla forca.
— Ma io non recito niente, perchè io non vado alla forca: sto qui: non muoio!
— Forse. Quando però non si riuscisse a salvarti, non dubitare che io, di ritorno a Bologna, porterò i tuoi saluti e dirò le tue ultime volontà ai tuoi fratelli.
A questo punto Luigi si drizzò a mezzo del letto.