Ma: — Non ci badi — mi dice il reggitore. — È il suo verso.

25 luglio.

Effetto d'assuefazione: il ricordo dell'inferma, ridestato in me dal quotidiano apparir del medico, non mi dava più che una tenuissima noia. Non c'è beatitudine perfetta; e Reno, per esempio, non manca di pulci.

Se non che la paesana che mi serve da cuoca ha vinto finalmente la soggezione, ha sciolta la lingua e mi ha avvelenata la colazione, stamattina.

— Sa? — mi ha detto. — L'ho vista...

— Chi?

— L'ammalata.

— Ebbene?

— Vedesse com'è ridotta! Era una bella donnona, ma adesso... Patisce pene d'inferno. Eppoi, ha una paura...

— Paura di che?