Impazziva? Tremai a dimandarle che cosa le avevo fatto, io, di male; che colpa avevo io se coloro l'avevano offesa. Voleva pigliassi a schiaffi due moribondi?
Oh non questo voleva!
— Non capisci? — insistè stupita, più addolorata, pareva, dalla mia incoscienza. — C'è da spiegarle certe cose? Non capisci la mia ripugnanza? Non capisci che mi sarà intollerabile, per sempre, questo pensiero? il ricordo di quello che tu hai udito oggi, di me?
[pg!213] Non capivo: non potevo capire il pericolo in cui per colpa non mia correva il nostro amore. Esperto del mondo e della donna avrei risposto: sì. Concedere per forse ricuperare.
Invece, con gli occhi pieni di lagrime, l'invocavo: — Adriana! Adriana! — La scongiuravo: — Non farmi soffrire!
— Non soffro anch'io? — gridò irritata dalla mia debolezza, muovendosi per avviarsi. E ad ultima difesa io ebbi un sorriso amaro e dissi: — Un pudore esagerato! — Schifiltoso, volevo dire; assurdo a pensarlo!
Lei, senza ribattere, si avviò.
Mi mordevo le labbra per non rompere in pianto. Pensavo e non sapevo che pensare. Perduta! Tutto sarebbe stato inutile... Perduta!
Tutto inutile?
Ah costringerla a voltarsi, a insolentire, a schiaffeggiarmi! Forse era, col pentimento di lei, la salvezza, dopo!