Aveva parlato così sommessamente che la signora ne aveva inteso a fatica le parole e, meravigliata della richiesta, a volgere gli occhi diè un grido.

— Che orrore, mio Dio!

In fretta traeva due soldi dalla borsetta. Ma li porse con viso turbato. E disse, tremante di sdegno:

— Perchè lo tenete se non avete da dargli da mangiare?

[pg!221] — Non ho coraggio...

— E avete il coraggio — interruppe andando — di vederlo morire di stento!

Procolo traversò la piazza; entrò dal fornaio a comperar due soldi di pane. E sbocconcellandone la metà, intanto che spezzava e dava al cane l'altra metà, guardava con occhi pieni di lagrime; e il rimprovero della signora gli pareva giusto.

L'elemosina per cui rompeva il digiuno l'aveva avvelenato.

Eppure gli convenne ripetere l'esperienza che non era riuscita male del tutto. E affrontò un tale nella cui faccia di ricco borghese credè scorgere buon cuore e buon umore.

— Mi scusi...