Quando arrivò, finalmente, il signor Giulione. Non glien'era riuscita bene una. Per il cordiale bisognava una bottiglietta o una tazza. Il medico era impegnato. Aveva detto: — Se ha fame, dategli da mangiare. — I pompieri non si muovevano [pg!231] che per un infortunio. All'Ospedale pretendevano, com'è giusto, carte in regola.

— Tanto, è inutile — mormorò la Romana, sempre china su l'agonizzante; alle cui labbra, di tratto in tratto, appressava il bicchierino.

Ecco: — Il prete — il morente potè dire con l'ultima voce.

— Non importa. Vi assolvo io — assicurò Figuretta.

Ma questa volta la Romana gettò all'amico una truce occhiata.

— Finiscila, per li mortacci tuoi! — E alla padrona di casa: — Accendete una candela!

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... Rimasero soli lor due, la prostituta e Figuretta.

Lei si inginocchiò. Pregava sommessamente. Lui attese un poco; indi le si accostò, a dirle all'orecchio:

— Romana, prestami dieci lire per andar all'Eden. Prima di sera te ne porto cinquanta.