Vi entrarono felici. Essere al coperto, al sicuro, là sotto, come fossero sol lor due al mondo, mentre la bufera si scatenava! Il tuono ora scuoteva cielo e terra.
— È il diavolo che va in carrozza con sua moglie. — Mario rideva; non aveva paura.
Ma Aldo non rideva più. In fondo, dove il riparo era più saldo, sedè accosto al pedale della quercia e si coperse il viso con le braccia. E a un tratto, dal cielo squarciato piombò la grandine col fracasso della ghiaia scaricata dalle birocce; con un guizzo di luce abbacinante una folgore cadde da presso. I chicchi grossi quanto le nocciole fendevano il fogliame e il frascame dell'albero; alcuni penetravano di colpo nel rifugio.
[pg!41] — Mamma! — invocò il piccolo.
— Non aver paura! — ammonì il fratello. — Ci son io; e ti copro con la paglia. Tieni tu le penne.
Gli porse, gli mise nella mano le penne del pavone, e tornò verso l'entrata dov'era un po' di paglia, in mucchio. E si chinava per raccoglierla, per difendere con essa, dalla tempesta, il fratellino che chiamava la madre e piangeva; e in quell'istante si sentì investir tutto, rapire da una fiammata. E non capì più nulla.
***
Quando rinvenne, Mario vide che il sole splendeva. Ma aveva l'impressione di non poter più muoversi. Con un terrore folle si sforzò ad alzarsi in piedi, e alzatosi gli parve di sentir il sangue rifluire per ogni vena e d'essere leggero leggero.
— Andiamo via! corriamo a casa! — gridò volto ad Aldo.
Aldo non si mosse. Teneva il capo a terra, contro il braccio sinistro; tendeva l'altro braccio stringendo in mano le penne del pavone.