Trascorso più d'un mese, mutò; s'intenerì alquanto; schiarì gli occhi e il viso attendendo alle pratiche religiose. Prima d'andare a letto recitava il rosario e il Deprofundis; ma Elena, che a seguirla nelle preci si era sentita costretta come da necessità, doveva non dar segno di compianto. Guai se la vecchia le scorgeva gli occhi rossi! La guatava bieca: non la riteneva degna di soffrire per lei!

E con l'andar del tempo Elena, dianzi piegata dalla compassione, tornò a ribellarsi. Si sottrasse a quei modi d'intolleranza. Che obbligo, alla fine, aveva lei di patir tanto per una persona alla quale non era stata congiunta che dalla sua propria sfortuna? Che compenso aveva avuto del suo soffrire? Che speranza poteva riporre nella convivenza con una donna tale; tanto diversa da lei; a lei contraria del tutto, in tutto? E si confermò nel proposito di partir di lassù. E cambiava discorsi e maniere. Non cercava più affatto le buone parole; non si rammaricava più che non fossero comprese e gradite le attenzioni del suo pensiero gentile e vigile. Divenne ruvida; sin impaziente. Taceva lei, ora. Si meravigliava [pg!63] essa stessa, ma non le dispiaceva, d'aver forza bastevole per non rispondere alle richieste che la vecchia era pur costretta a rivolgerle; e quando bisognava, richiedeva con tono altezzoso; senza guardare.

Alla metà di giugno: via! Se n'andrebbe! La liberazione!

Ebbene, allora, nell'attesa, Elena s'accorse che la Filomena posava su di lei sguardi di nuovo indagatori; quasi a leggerle nell'anima. E quasi indotta in un'apprensione diversa, la vecchia cominciò a starle attorno con nuove premure, con attitudini timide, incerta tra la soggezione e la confidenza. Pareva aver acquistata la coscienza de' suoi torti e aver bisogno di perdono e dimandare con gli occhi la pietà che per l'addietro aveva disdegnata, l'affetto che aveva respinto.

Finchè, un giorno, a voce bassa, con le labbra tremule, uscì a dire:

— Voi, Elena, gli volevate bene: è vero?

E gli occhi materni rifulsero dietro il velo delle lagrime.

Elena perdè d'un tratto la sua energia. Stupita, non ebbe coraggio di negare. Non rispose; sviò lo sguardo. E la vecchia:

— Me n'ero accorta, io! E avevo paura che vi sposasse! Ma sarebbe stato meglio...

Bel complimento! Meno male che il suo Agostino sposasse lei, anzi che morire ammazzato! Ma Elena non rise. Non potè riderne neppur [pg!64] dopo; perchè dopo, la vecchia si rivolse a confortar lei per confortarsi con lei.