— Rassegnatevi, poverina! — le diceva —. Pugni al Cielo non se ne posson dare. Ma il Signore è giusto; e voi sapete se era buono, il mio figliolo! Ah se era buono!
O le diceva:
— Cerchiamo d'esser buone anche noi, e lo rivedremo in Paradiso, il mio Agostino.
Elena non aveva questa speranza, nondimeno taceva; non commetteva la crudeltà di contrariare col minimo atto l'illusione della povera vecchia. — Che ignorante! — pensava. — Stolida! Credere che io ne fossi innamorata!; che desideri, io di rivederlo in Paradiso! Io!
E contava quanti giorni mancavano alla chiusura della scuola, e sospirava l'ora che se n'andrebbe. Ma sentiva che il distacco non sarebbe agevole; sentiva che il dolore vincola più dell'amore e che, no, non invano aveva sofferto per quella povera vecchia ignorante e stolida. Bisognava dirle: — Me ne vado. Vi abbandono, per sempre —. Era un pensiero penoso.
Quando un giorno, uno degli ultimi giorni avanti le vacanze, credè giunto il momento opportuno a dar l'avviso. E rincasando, udì... Oh una cosa insana! incredibile! Al solito luogo d'un tempo, sotto al fico, mentre rigirava l'arcolaio, la Filomena cantava a squarciagola! Appena otto mesi dopo aver perduto il figlio in quel modo, [pg!65] cantava; ripresa dal fervore che nel giugno pieno di vita la natura le effondeva d'intorno, dal cielo caldo e luminoso, dai campi dorati di grano e verdi di messi, dai monti azzurri e solatii, dal fiume bianco e lucente. Cantava! Nè volgendosi sorpresa, arrossì; non si vergognò. Interruppe il canto; attese che Elena le venisse vicino. E sorrideva, in un modo...
Elena s'avvicinò per dirle (tanto, non era pazza quella vecchia?), per dirle: — Alla fine della settimana, parto. — Ma prima che parlasse la vecchia le prese di forza la mano, la costrinse a piegarsi verso di lei, sul suo petto, le accostò al viso le guance grinzose, la baciò su la fronte.
Poi si scostò d'un tratto per guardarla — oh con tutto il cuore negli occhi, con un affetto immenso! —, e mentre i lagrimoni le calavano su le grinze e sorrideva: — Il Signore è buono — mormorò —. Mi ha tolto il figliolo, ma mi ha dato una figliola. Tu, sei tu, non è vero?, la mia figliola!
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