Affrancata dal novello Governatore, la giovinetta schiava che Libanio amava diventò sposa a Libanio. Dunque nessun dubbio che Tessalonica [pg!129] fosse perdonata come già Antiochia. I mercenari testè venuti aumenterebbero le milizie di Boterico solo per resistere ai barbari.
Nessun sospetto. C'era anzi nell'animo popolare quell'aperto consenso di fiducia e di gioia a cui sopra tutto pareva attendere Teodosio trionfatore, Teodosio il Grande.
Furono riprese le feste. E mai corse annunciate nel circo suscitarono tanta aspettazione. Appena i «russati» o rossi e i «veneti» o azzurri avevan saputo che la fazione «albata» o bianca lancerebbe quattro cavalli degli allevamenti di Cappadocia, avevano affrettate richieste a Costantinopoli. Giunsero, per loro, fin poledri di razza araba, dall'Asia Minore. Ma la fazione verde o «prasina» non cercò mutamenti di corridori e di auriga: le bastavano i suoi cavalli armeni, le bastava Libanio.
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Quanta gente, il gran giorno, per la strada che conduceva al circo! Che frequenza di vetture, fossero rede tirate da cavalli o carruche tirate da mule, con sopra ricchi e patrizi e matrone! In carrozza andò anche Cesario Prisco, il ricco mercante di gioielli, con i suoi figliuoli.
Pienamente felici, quei due. Il minore, che non era mai stato al circo, volgeva le più curiose domande, alle quali l'altro rispondeva con ciò che sapeva di propria scienza e esperienza e con [pg!130] ciò che aveva imparato dai compagni a scuola, o s'inventava lui. Fin sapeva, Lucilio, perchè dalla «spina» del circo, la quale vi era la parte mediana ove sorgeva l'obelisco, erano state tolte le statue della dea Tutelina e di Cibele assisa sul leone.
— Perchè? — Valentino chiedeva riflettendo dai begli occhi chiari meraviglie sempre più improvvise e strane al suo pensiero.
— Perchè — rispondeva Lucilio — l'imperatore ha voluto il battesimo; è cristiano anche lui, come noi.
— E perchè Tutelina e Cibele non erano cristiane come noi?
E perchè questo? perchè quest'altro?