«Ieri vi vidi in strada, e credo certo che se lui non era in casa, io era sforzata, rompendo ogni velo d'onestà, di chiamarvi ad alta voce... Insomma, questa nostra vita è troppo aspra e mi pare quasi impossibile di poterla vivere lungo tempo...

«Misera e disavventurata! A che termine sono giunta per amore, dal quale non può o non dovrebbe nascere altro che buoni affetti e pur in me non provo altro che passioni, tormenti, e morte; e se io potessi finire, sarei contenta...».

«Bisogna frenare gli appetiti e scacciare certi pensieri dannosi», esortava Alvise col tono dell'amante che riflette dopo essere stato sodisfatto.

Cercava, nondimeno, di confortarla da vicino. Una volta, per parlarle, si vestì da donzella, e accompagnato da una donna si pose in chiesa, alla predica, nella stessa panca di lei; ma poi, sospettato uomo, fu costretto ad uscire. Un'altra volta, mentre stava discorrendo con Vittoria, essa fu sorpresa da uno di casa e minacciata di morte.

In tale guerra, con troppo brevi tregue, l'amore di messere Alvise si raffreddava, e nell'inquietudine e nei pericoli (egli doveva guardarsi da sicari; e un giorno ferì tre che l'assalirono per via, e non osava andar fuori che accompagnato da tre gentiluomini: Madonna Vittoria temeva che [pg!145] il marito l'avvelenasse) le doglianze e i raffacci diventavano più acerbi e più frequenti.

Per lei Alvise «aveva dispregiati gli onori della sua repubblica, per lei aveva messo a rischio l'onore offendendo, percuotendo e ferendo non solo uomini e donne di basso stato, ma di sangue nobile ed alto; l'amò per tutta la vita attendendo il guiderdone della divina maestà!». E Vittoria, di riscontro: «Le vostre crudeltà sono tante e tante che meritano che ciascuno le fugga!».

Alla fine, lui le scrisse che per non accontentare i suoi, i quali volevano s'ammogliasse, partirebbe da Venezia. Essa lo scongiurò che rimanesse; magari s'ammogliasse; e lo minacciò: «Vi avvertisco bene che vi potrete ancora chiamare pentito. Tenetevi bene a mente queste parole, perchè si verificheranno».

Lui se ne andò. E lei giurò di vendicarsi.

II.

La lontananza parve spegnere affatto l'antica fiamma nel cuore di messere Alvise Pasqualigo; ma bastò che ritornasse a Venezia perchè la vista dell'amante gli ravvivasse nell'anima, dalle poche faville che v'erano rimaste, tutto il fuoco d'un tempo. Ahimè! Trovò madonna Vittoria mutata al bene e molto sicura contro le tentazioni.