Finalmente con strepito di schianto repentino un fulmine stridette e scoppiò da presso ed il leardo spaventato prese la corsa d'una furia: corse cosí, non piú veduto, un lungo tratto della strada; poi, non piú veduto, balzò dalla strada oltre un rio e dietro un sentieruolo obbliquo; e la sposa, avvinghiata alla criniera, cieca di terrore sembrava tendesse lo sguardo ad un abisso nel quale s'aspettasse di precipitare.
Quanto camminò il leardo traverso la boscaglia? D'improvviso Giovanna riacquistando la vista delle cose si scorse fuori del bosco, sotto il cielo terso e luminoso e davanti a un piccolo castello bianco e solatio. Il leardo nitrí. Dal castello uno scudiero guardò e riconobbe il leardo; guardò il sire del luogo, Raimondo di Santelmo, e riconobbe Giovanna; e poiché fu abbassato il ponte lestamente, Giovanna cadde dal cavallo nelle braccia di Raimondo.
Ma lo scudiero aveva a pena dato da mangiare [pg!35] al cavallo madido di pioggia e di sudore che il sire venne nella stalla e comandò: — Salta in groppa e corri dal proposto di Sestale: che per nessuna cosa al mondo manchi di essere qua prima di notte.
Né era ancora notte quando, mentre le genti del Farneto e di Monveglio ricercavano tuttavia pe 'l bosco la donzella, il signore del Farneto e il signore di Monveglio appresero che madonna Giovanna, in cospetto di Dio e del prete di Sestale, era divenuta moglie a Raimondo di Santelmo.
«Mi sta bene» disse quel di Monveglio; ma l'altro bestemmiò Iddio e la sorte e la figliola. E piú tardi, imparando il fatto del leardo, «Maledetto quel cavallo! — gridò con rabbia —. Per lui ho rinnegata la figliola e lascierò al diavolo la mia roba.»
Ser Lapo, la notte, nei sogni torbidi osservava un cavallo furioso con sópravi la figlia traverso il bosco, e la visione e l'impressione dei sogni perdurandogli nella mente turbata e affievolita, egli ripeteva spesso anche di giorno: — Ah quel cavallo! quel cavallo!
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V.
Un giorno d'autunno, in tanto che madonna Giovanna e una fantesca distendevano il bucato al sole, arrivò di corsa a Santelmo uno scudiero del Farneto. — Madonna — disse —, messer Lapo sta male e vuol vedervi. — Ciò udito madonna Giovanna affollò lo scudiero d'inchieste e Raimondo fece sellare il leardo.
Presero per via piú breve il sentiero occulto che l'amore di Raimondo aveva tracciato dentro il bosco. E andando, con l'anima in pena, la donna si raffigurava il padre morente nella camera ove egli era rimasto lieto un mattino ad attenderla sposa e poi in un tormentoso abbandono era rimasto dei mesi ad aspettare la morte; lo rivedeva quale l'aveva veduto un giorno fanciulla portare di peso dai servi entro la stessa camera, il volto contraffatto e gli occhi gonfi e sanguigni, brutto, pauroso; e a secondare cosí con la fantasia commossa il ricordo lontano, sentiva quasi un conforto risalendo piú addietro nelle memorie della puerizia, [pg!37] quando per virtú della sua gaja innocenza quetava le ire del padre, ne raddolciva le asprezze e ne dissipava forse i truci disegni: su 'l castello gravavano leggende di misteri foschi. Essa, con la visione precisa dalle cose infantili, ricorreva ora per le camere ampie fredde e sonore; nella corte chiusa da muraglie umide; nell'orto incolto; sotto il porticato conventuale; attorno la cinta tutta screpolata e macchiata di licheni e di muschi, e chiamava il padre con strilli di terrore e di gioia; ed egli con un pallido sorriso l'accoglieva nelle sue braccia.