Ma ora egli moriva e forse era già morto senza averla riveduta, dopo averla invocata e attesa invano: forse era già morto! Ella guardò il marito che le veniva appresso pensoso e silenzioso.
Sotto i piedi del leardo crepitavano le foglie secche. Nel bosco era una tristezza lugubre.
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Giunti che furono al castello madonna Giovanna corse dove ser Lapo, adagiato sopra un seggiolone e sorretto da guanciali, traeva a stento il respiro [pg!38] presso un'ampia finestra. Il suo aspetto non era piú quello di un tempo e non era quello che la figliola s'era raffigurato: nel viso esangue traspariva la sofferenza di un micidiale dolore per gran tempo raccolto e protratto, ma l'anima, che aveva conteso il corpo alla morte e per brev'ora aveva vinto, quasi purificata dalla contesa e dalla vittoria gli effondeva nel viso esangue una luce nuova di bontà e di pietà. Gli occhi non piú irosi e torvi guardarono con dolcezza placida, a lungo; poi dalle labbra raggricciate e livide uscirono finalmente parole miti e generose. E messer Lapo, che aveva perdonato a' suoi figli, volle vedere Raimondo, e riconoscendolo disse: — Muoio.
Seguí un silenzio d'alcuni minuti, eterno, e rotto soltanto dai singhiozzi della figliola e dal gorgoglioso respiro del padre. Poi questi, quasi vaneggiasse o afferrasse in una riflessione estrema un'estrema ricordanza, balbettò ancora: — Quel cavallo.... quello....
O era l'ultima volontà di ser Lapo? Ordinando di condurre nella corte, sotto la finestra, il leardo, madonna Giovanna indovinava essa l'ultima volontà [pg!39] di ser Lapo? — Poco dopo il leardo raspava giú nella corte, e la figlia china su 'l padre — È là — disse tendendo la mano verso il cavallo.
Il vecchio alzò le pálpebre ed abbassò uno sguardo dalla finestra; lo vide e parve che sorridesse: ma le pálpebre non ricaddero sopra le pupille spente.
— Padre! — gridò la donna.
Il sire di Farneto, morto, pareva che sorridesse. [pg!40]
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