Ed egli sperava. Sperava e s'era ridotto a tal punto per disperazione! Delirava.
Delirando, tra le forme confuse e strambe di persone conosciute intorno a Valeria, una volta sognò anche la vecchia bigotta, la parente del mercante che egli si era amicata invano; e tornato in sé stesso mandò per lei affinché ella testimoniasse a Valeria della sua misera condizione. Quella accorse, e a trovarlo piú morto che vivo [pg!130] capí come per suo profitto le rimaneva un tentativo solo e innocente. — Messere — chiese —, volete che madonna Valeria venga a vedervi? — Oh sí! — rispose l'infermo —. Mi potrebbe guarire!
Poco dopo la vecchia diceva a madonna con aria di severità: — Valeria, tu sai che messere Anselmo muore per amore di te. Per la sua pazzia Dio lo castiga cosí; ma noi non dobbiamo godere che abbia del male chi intendeva farci del male: dobbiamo perdonare e venirgli in aiuto. Io l'ho visto, l'ho udito, e per l'amore dei tuoi figliuoli e per l'amore di Dio egli ti chiede d'andare da lui. Vuoi acquistarti del merito visitando un infermo e perdonando a chi cercava tirarti al peccato? E tu va. Non vuoi? E tu mettiti in pace con la coscienza e rimani.
Valeria tacque a lungo, riflettendo; poi sospirò e disse: — Voi avete ragione: bisogna che vada. — E incaricatala di tenere in ciarle Teresa e di badare ai figlioli, si vestí in fretta e uscí di soppiatto.
Intanto Anselmo attendeva, ma la speranza [pg!131] stessa gli era una fatica e una pena; e una sonnolenza grave e fantasiosa l'avvolse. In questa egli vide la morte. La morte, quale con freddo terrore da fanciullo aveva spesso considerata dipinta, tutta ossa, con uno sguardo nero nelle orbite cave e profonde e con un infernale sorriso tra le mandibole lunghe e dentute, s'avanzò scricchiolando con la mano tesa, quasi per toccarlo su 'l cuore, e pareva che dicesse: basta!
Egli si ritraeva con terrore freddo, gemendo. Ma la mano del mostro ricadde; dalle orbite cave gli lampeggiò una vivida luce come di due occhi di donna, e per virtú di tal luce lo scheletro a poco a poco rivestí umane forme e di donna innamorata ricevette a poco a poco la sembianza, il colore, il sorriso e una meravigliosa bellezza.
Al portento, l'infermo dié un grido di gioia; e scorse china su lui madonna Valeria.
— Messere — ella diceva —, voi avete vinto il piú duro assalto del male. — E gli tergeva la fronte soavemente.
— Dio vi rimuneri il beneficio — mormorò Anselmo, che si sentiva alleggerire e ristorare da [pg!132] una forza rinnovatrice di tutti gli spiriti. — Quel giorno foste cattiva...; oggi, no.
La donna arrossí e disse: — Volentieri sono venuta a vedervi; ma che cosa posso fare di piú?