Alla dimanda il viso di Anselmo tornò sofferente ed egli rispose: — La mia vita è la vostra —. E aggiunse: — Se mi contentaste solo una volta, dopo non mi vedreste mai piú, non udreste mai piú cosa alcuna di me.
— Voi non pensate all'anima vostra — ribatté la donna —, all'anima mia!
Anselmo ripeté: — La mia vita è la vostra. Per Cristo morto in croce, non dovreste ammazzarmi!
Tacquero; indi l'ammalato sospirò: — Lasciatemi dunque morire —; e abbassò le palpebre rifinito.
Madonna Valeria ebbe paura: cosí, con gli occhi chiusi, nella penombra, l'infermo pareva un cadavere; e a lei in quei minuti lunghi di angoscia sembrò di sentire su la coscienza il peso del delitto che ancora non aveva commesso. Ella si dibatteva perché non voleva fallare, e avrebbe voluto [pg!133] concedere il bene invocato. E mentre pensava udiva l'affanno di Anselmo. — «Cedendo il corpo non salvava forse un uomo? E non cedendo l'anima chi avrebbe potuto incolparla d'infedeltà?» Sopraffatta da questo pensiero e vinta, disse con voce tremante: — Messere, fra un mese, se vi sarete rimesso, la sera del sette settembre, che mio marito deve andare a Firenze, verrete da me: vi prometto che v'aspetterò al portone dell'orto. Ma giuratemi che non mi cercherete mai piú.
Anselmo Canetoli giurò lieto il patto che gli salvava la vita. — Egli avrebbe, dopo, abbandonata Bologna per sempre.
Ma appena fuori di quella camera e di quella casa, quasi al lume e al rumore della strada ricuperasse la conoscenza e la misura della realtà e s'accorgesse d'essere stata còlta a un inganno, madonna Valeria sentí il turbamento, l'amarezza, il rimorso del fallo in cui era caduta, e giunta a casa sua, piena d'ira e smaniosa cominciò a raccontare alla vecchia ciò che pur troppo aveva fatto e che pur troppo aveva detto. La parente dissimulava la sua gioia tra le esclamazioni e i [pg!134] sospiri e la confortava. — In tal caso strano chi si sarebbe comportata altrimenti? Dio il quale perdona le colpe piú gravi, doveva perdonarle la colpa leggera che aveva e avrebbe commessa a fine di bene; — e, confortandola, per curiosità le chiedeva tuttavia particolari del fatto e spiegazioni, per cui apprese fino il giorno e il modo stabilito al convegno. Anzi l'appresero in due, giacché Cristina, che aveva vista la cognata uscire pensosa e tornare con in faccia il segno d'una sventura, fiutando il mistero s'era messa ad ascoltare dietro una porta, e, come accade sempre a chi ascolta di nascosto, imparò e indovinò proprio quello che meno s'attendeva e voleva. Non di lei, ma di Valeria messer Anselmo era stato ed era preso al punto che Valeria, per compassione di lui, avrebbe tra un mese disonorato il marito. Arrabbiata pertanto e sconvolta dall'odio, deliberò vendicarsi; e la sera di quel medesimo giorno rivelò al fratello tutto quanto aveva appreso.
Anastasio alle parole di lei rimase come a un colpo di mazza nella testa; ma tosto si riebbe e si contenne; finse di non credere nulla; minacciò [pg!135] la sorella che guai a lei se ripetesse ad alcuno una tale istoria, e, cosí gli premeva il suo nome e cosí poca fede aveva nella segretezza e nella benignità di sua sorella, pochi giorni dopo la mandò a Pianoro presso un cugino.
Quetato in questo, Anastasio, che della parente non dubitava, poté cercare il partito piú acconcio per impedire che la moglie gli fallasse e nel medesimo tempo per sorprenderne l'intenzione maligna di cui voleva punirla; per scoprire la verità, ma anche evitare uno scandalo e, non essendo uomo uso a spada o a pugnale, evitare danni piú gravi. E dopo molti disegni risolvette di travestirsi e di penetrare egli nell'orto prima dell'amante, la sera del convegno.
Oh come trascorrevano lenti i giorni pe 'l povero uomo, e che fatica durava a celare il suo travaglio! E madonna Valeria penava al pari di lui. Ma non è donna cosí onesta che non volga l'animo, sia pure in fugaci abbandoni, agli stimoli e alle lusinghe della colpa, ed essa udendo che messer Anselmo aveva ricuperato vigore e salute e già usciva di casa, non poteva [pg!136] non sentire in sé stessa il merito di averlo guarito e non pensare che molte belle donne ne sarebbero state orgogliose. Pensieri cattivi; e per scacciarli ella ricordava Anastasio e l'amore di lui; e cosí ricordava anche il torto della sua brutta promessa: onde con la ragione combattuta e la coscienza affannosa, o non dormiva, la notte, o non dormiva tranquilla.