Stordito, gli occhi spalancati e disperati, Ugo non si mosse; pure, nel tumulto della mente, ebbe forza di cercare in un'idea la suprema invocazione alla pietà della dama, l'affermazione estrema del suo amore e una minaccia quasi di vendetta all'acerbità di lei, e disse: — Voi mi sgridate cosí e la colpa è vostra, che m'avete ferito cosí. [pg!13] Perché non mi uccidete? In fe' di Dio, io non mangerò piú finché non mi avrete accontentato; — e con un'angoscia che pareva lo strozzasse uscí di là.

Madonna Ginevra rise forte e pensò: «Oh che cosa gli è venuto in mente a quel ragazzo?»; e, nello spogliarsi, guardandosi, rise e ripeté: «Che cosa gli è venuto in mente?»; poi si distese sotto le lenzuola e, come il marito era lontano, s'addormentò senz'altro pensiero, co 'l riso su le labbra.

Ugo invece, che se avesse pianto avrebbe sfogato tosto il suo rovello, per non piangere si dimenò a lungo per il letto e non riuscí a chiudere occhio prima d'essersi convinto che la prova la quale si era imposta era degna d'un cavaliere innamorato, se era prova che gli metteva in pericolo la vita. Ma al risvegliarsi, la mattina, ebbe fatica e quasi pena a riandare il fatto della sera innanzi; capí d'aver commessa un'imprudenza; credé fino d'aver commesso un grosso errore, fino un'azione puerile; e si provò a dimenticare. Non poteva: in che guisa comparire al cospetto di madonna? E l'amore gli dié ragione; gli rinfocolò [pg!14] la fantasia; gli fece parere eroica la deliberazione presa. Né si levò da letto; e quando furono a cercarlo disse: — Ho un gran peso qua — e segnava lo stomaco —; non posso piú mangiare.

Il giorno dopo madonna chiese del valletto. — Non ingola nulla — risposero; né egli cedette ad alcuna preghiera o ammonizione. E il terzo dí una serva gli portò una tazza di latte appena munto, spumante, che faceva voglia, e un'altra un ovo ancora caldo, ma egli chiudeva gli occhi e rifiutava; e anche, tardi, il maggiordomo fu a trovarlo e gli porse, dondolandolo per il gambo, un grappolo d'uva primiticcia con acini neri e grossi, vellutati da una bianca nebbiolina, tra altri ancora rossi ed in agresto. Egli lo divorò un momento con gli occhi, resistette e lo respinse.

Allora il maggiordomo venne dove madonna Ginevra, che quel giorno non cantava, ricuciva un vecchio saio, e mentre egli ordinava alcune cose per la stanza, quasi fra sé, disse:

— Tornerà il sire; ma non staremo allegri.

— Perché? — chiese con simulata indifferenza la padrona.

[pg!15] Rispose l'altro: — Ugo morirà: non gli va giú un granello d'uva.

Madonna Ginevra arrossí; si levò, e si recò alla cameruccia del valletto.

Stava il valletto con le pálpebre abbassate perché nel languore dell'inedia tutto ondeggiava dinanzi al suo sguardo; e aveva il viso stanco e smorto smorto. Trasalí ai passi leggeri di madonna, riconoscendola.