Molto preziose cose sono quelle due propiamente al punto della morte; e la grande isperanza vale meglio che 'l grande pentimento(1214). Che se uno uomo avesse tutti i giorni della sua vita fatto bene; e egli non avesse la speranza d'avere la vita perdurabile, sapiate che sarebbe disperato, e non l'avrebbe mica, e sarebbe dannato. E se uno peccatore avesse giaciuto colla madre, e poi avesse isperanza, che la misericordia di Dio è sì grande che gli perdoneràe e gli daràe la vita perdurabile, e morisse in quella isperanza, sappiate ch'egli sarebbe salvo; chè la speranza escie del pentimento.

(1214) Nel C. L.: l'oro grande. — Abb. corr. col C. R. 2., conforme al C. F. R.

Cap. CCCXXXVIIII.

Lo re domanda: dee l'uomo piangere i morti? Sidrac risponde:

L'uomo dee piangere gli morti, e fare gioia e duolo per li buoni che in Dio credono e lo suo comandamento fanno. Quando egli muoiono, l'uomo ne dee avere grande gioia, e farne festa, perch'egli è sicuro della perdurabile vita. E quando i malvagi muoiono, che a Dio non credono e i suoi comandamenti non fanno, l'uomo dee avere grande duolo e grande trestizia della loro morte, ch'egli è dannato per tutti i tenpi.

Cap. CCCXL.

Lo re domanda: venne mai niuno dell'altro secolo, che contasse di paradiso e di ninferno? Sidrac risponde:

Assai ne sono venuti dell'altro secolo, e verranno, e ànno contato di paradiso e di ninferno, ciò è a sapere per lo comandamento di Dio, e per le scritture de' buoni antichi, che furono dinanzi da noi, che a noi scrissero, e mostrarono ne' loro scritti, per la grazia che Idio avea loro dato, la gioia di paradiso e la pena di ninferno: e ciò sono a sapere Abel figliuolo d'Adamo e Seth e Noe e Melchisedech. Questi sono quelli che vennero dell'altro secolo; ciò è a sapere i comandamenti ch'egli scrissero per la volontà di Dio. E quelli che verranno dopo noi, saranno molti grandi profeti, che lo comandamento di Dio insegneranno. E benedetti sono quelli e seranno che lo comandamento, ch'è la vita perdurabile, giammai non falleranno(1215).

(1215) E benedetti sono quelli che saranno, e che il comandamento di Dio faranno, che la vita perdurabile giamai non falliranno C. R. 2.

Cap. CCCXLI.