Ma l'insurrezione, ripeteva, non nasce, nè si sviluppa da sè come i fiori del prato; è indispensabile apparecchiarla. E già essa stavasi alacremente organizzando per opera di patrioti sparsi da Palermo a Milano, in Grecia, nelle isole Jonie, a Costantinopoli, a Smirne, in Alessandria, a Tunisi, in Barcellona, in Inghilterra, a Buenos-Aires e a New-York.
—Or bene—concludeva—io non vi ho qui invitati per dirvi soltanto parole; le parole sono suoni vacui e inutili ove non si traducano in fatti. E il fatto che voi dovete compiere è di unirvi agli altri fratelli vostri, di prestar loro il vostro concorso al riscatto della patria comune. Venite dunque a questa tribuna a dare il vostro nome. Vi invito in nome dell'Italia nostra, schiava e insultata, in nome dei nostri fratelli morti per essa sul patibolo e nell'esilio, in nome dei centomila che per essa tuttora gemono nelle carceri dei nostri tormentatori.
* * *
Quella conferenza, come si disse, fruttò seduta stante parecchie centinaia di dollari che furono subito spedite a Giuseppe Mazzini.
FINE.
Dello stesso Autore:
Un italiano in America—Milano, fratelli Treves, editori, 1892—L. 3,50.
Da Napoli ad Amburgo (Escursioni di un giornalista)—Roma, stabilimento tipografico della Tribuna, 1893—L. 2.