ORGILLA. E tu vai, Pilastrino?
Che m'hai promesso?

PILASTRINO. Nulla.

ORGILLA. Ah sciagurato! Tornaci pure a cena. O vecchio matto, dove hai lasciato andare il tuo cervello? dove è 'l tuo senno? Ho visto cento pazzi da incatenar che non farian mai quello che fai or tu in vecchiezza. Ma Dio voglia che non sia qualche tratto di costoro di mala sorte. Eparo! o Eparo!

EPARO. Ben?

ORGILLA. Ben fostú mézzo, sciocco!

EPARO. Ben, madonna:
che ti manca?

ORGILLA. Non altro se non quello
che hai tu e non ho io.

EPARO. Non so che m'av'é che questi pagni frusti qui di nogona ed una capannuccia a ca' e l'asina di mia moiera. Egghi negotta ancora che sia per ti?

ORGILLA. Sí ben che c'è; quell'asina di tua mogliera.

EPARO. Mò non g'ho di quella a far negotta é, ché l'è del suoccio. Li faccio ben le spese e la somezo e la governo ancor; ma l'è di lui. Maidò, non g'ho da fare é.