ORGILLA. Oh! S'io gli cuoco,
ch'io caschi morta, se prima non dici
la cosa come sta.

PILASTRINO. Tu vuoi ch'io 'l dica?
In casa s'ha da fare un par di nozze.
Bastiti questo.

ORGILLA. Seheh! Dimmi il vero.

PILASTRINO. Attende qui.

ORGILLA. Di grazia, dimmi il tutto.

PILASTRINO. Nol saperai, se non m'attendi prima.
Incomincia qui. Sú!

ORGILLA. Mezzi i pollastri arrosti e mezzi lessi e questa carne a l'ordinario e mezzi anco i pipioni faremo arrosto e gli altri in un tegame, da far solo a l'odor levare i morti, come so fare.

PILASTRINO. Iddio ti benedica. Tu sei saccente piú de la metá ch'io non pensava. L'altre cose tutte rimetto in te.

ORGILLA. Che vuoi far lí da canto di quel fagian?

PILASTRINO. Lo voglio di mia mano governare istasera: e imparerai un modo onde potrai fare al messere mangiarsi, un tratto, in cambio di lasagne, i suoi stivali. Come torna, digli che aspetti in casa; ché avrò il negromante stasera meco.