ORGILLA. Orsú! Va' tra' de l'acqua; e porta sú tutt'oggi de le legna; tramuta quei pietron che sono a basso; e fa' netto il terrestre e la cantina com'uno specchio. Or vanne, bufalaccio! Si voglion gli animali adoperare solo a quel che son buoni.
EPARO. Ben, madonna.
SCENA VI
Torna Fileno da casa di Artemona roffiana e racconta piú cose strane che v'ha veduto.
FILENO, CRISAULO.
FILENO. Addio, vecchiona. Parti che ne facci a dritto ed a traverso? E poi al padrone porta mille ciancette e vuol che creda che questa sia la prima che ha venduto e quel che fa sol faccia per servirlo, come intera e da bene!
CRISAULO. Ecco Fileno. Ringraziato sia Dio. Che nuove porti? che t'ha risposto? verrá qui istasera? ha fatto nulla?
FILENO. Non l'ho ancor trovata; ch'era, m'han detto, andata fuori al monte a cercar di certe erbe. Ho ben lasciato che venghi, come giunge.
CRISAULO. A chi parlasti?
FILENO. A quei di casa, ché v'era una corte che l'aspettava. Io so che quella strega ha tutte le virtú cardinalesche e l'arti liberali. Mi ricorda, quand'entro in quella casa, de l'inferno, a quel ch'ivi si vede.