FILENO. Sú! Non star piú; ch'io senta.

CRISAULO.
MADRIGALE

Non vedrá mai queste mie luci asciutte, in alcun tempo, il cielo né l'alma de le dolci fiamme spenta per fin ch'ella si spogli, lieta, del mortal velo, lasciando il corpo e l'amorose lutte. Alta luce, che accogli l'anima ch'è contenta in cosí dolce foco arder mai sempre, con meno amare tempre scorgi l'alma che è giunta all'ultim'ora; poi che, morendo, ancor t'ama ed onora.

FILENO. Ah! Tu sei pur di bello in su la grossa! Oh! Che canzone è quella, da cantare il dí de' morti!

CRISAULO. Ahi! Luce di mia vita, che al cor lasso di sí dolci pensieri fosti esca un tempo, altro or da me non vuoi che pianto e morte. È venuto omai l'ora. La ti do volentieri.

FILENO. Aimè, padrone!

CRISAULO. Io passo. Potrai dirle tu con vero ch'io son morto per lei.

FILENO. Timaro, corri; porta aceto rosato e malvagía e confessioni. Aimè! ch'io tremo tutto, ché 'l padron si vien meno. O sommo Iddio, chiunque puoi col sol benigno sguardo al mio caro signor porgere aita, deh! muovati pietá, se quella solo ne gli spirti celesti vive e alberga; né vogli di sí cruda e acerba morte di chi piú che sé t'ama e sopra a tutti li iddii t'onora esser cosí cagione. Ma, se pur questo fosse in suo destino e 'l ciel cosí dispuon che Amor questi occhi lassi chiuda piangendo, a te mi volgo (se feci mai perché benignamente merti d'essere udito) che nel cielo sei piú potente, Amore; e sol ti priego che pria mi facci de la morte dono (ch'io te la chieggio in grazia) che ciò segua: ché assai piú amara e piena di spavento questa mi fòra e quella men dogliosa, lasciando in vita lui.

CRISAULO. Che fai, Fileno? Mi pare aver sentito apparir, dentro ne le tenebre mie dell'intelletto, luce d'immortal guardo che gli oscuri e dogliosi pensieri in parte m'abbia riconfortato. E m'è venuto in mente, quando si truova un poverino ignudo, nel tempo de le nevi, essere, in luogo diserto, sí aggelato che giá l'alma si sia partita, pur restando alquanto nel cuore ancor del caldo naturale, che, venuto un allegro e ardente sole, li porta, insieme con un dolce caldo, la vita giá perduta.