ARTEMONA. Non si può dir contra.

PILASTRINO. Se non fosse un noioso, un fottivento, non faria quel che fa. Se fosse grande nel ciel, com'essi dicon, non sarebbe ingiusto, instabil, fraudulente, iniquo, micidial. Ma fa un ritratto a punto da quel ch'egli è. Non troverai solo uno che si doglia del nostro e si lamenti ch'egli li strazi: come sempre loro, con tanti pianti.

ARTEMONA. Sí; ma quando, poi, siam ben pasciuti, in noi manca l'amore e 'l desiderio de la cosa amata. Ed in loro è il contrario.

PILASTRINO. E cosí in me: perché son com'un sacco senza fondo; ché, se 'l Ren fosse vino o ver minestra, io mi torrei a sorbirlo tutto a un fiato a la tedesca.

ARTEMONA. E come a la tedesca?

PILASTRINO. Non m'hai veduto mai bere a la botte, pisciando a un tempo? ché, in un sesto d'ora, ne bevrò tanto che a l'uscir lo vedi negro come a l'entrare. A queste sere, con un soldato che m'alloggia in casa vinsi, giuocando a questo, dieci corbe d'un buon trebbian.

ARTEMONA. Debbe essere un bel giuoco.
Ma 'l vino è troppo caro. Oh bella cosa!
Almen non s'ha passioni, in questo amore,
né pianti né sospiri.

PILASTRINO. Sento tutto
appunto come loro: benché mai
non abbia aúto voglia di morire,
com'ogni or dicon essi.

ARTEMONA. Di': in che modo?

PILASTRINO. Prima, non è mai stato al mondo alcuno verso l'amata sua sí forte acceso quanto son io: perché, se è il lor d'un mese, d'un anno o dieci, io giá son quaranta anni che lo portai del corpo di mia madre; perché nacqui con esso e i nostri antichi tutti, in millanta gradi, sono stati perduti in questo.